Ansia da prestazione e disfunzione di erezione: qual’è la cura definitiva?

ANSIA DA PRESTAZIONE E DISFUNZIONE DI EREZIONE: QUAL’E’ LA CURA DEFINITIVA?

Si definisce “definitiva” quella cura che rimuove in maniera completa e definitiva un problema, senza lasciarne più traccia.

Per quanto riguarda il problema della disfunzione erettile, esiste un trattamento elettivo che consegue l’obiettivo suddetto, ma prima di svelarlo analizzeremo i numerosi rimedi messi in pratica per risolvere questo disturbo, di cui alcuni sono farmacologici mentre altri sono rappresentati da rimedi naturali o integratori per l’erezione.

Ma pur spacciandosi per rimedi, non tutti in realtà risultano effettivamente utili dal momento che non vanno a sradicare il disturbo dalla radice, ma agiscono semplicemente da tampone e creano dipendenza.

È opportuno preliminarmente a ogni tipo di discorso, ribadire la definizione di “disfunzione erettile”: è il problema sessuale per eccellenza nella popolazione maschile, un tempo identificata con accezione spregiativa dal termine “impotenza”.

Essa si presenta sotto varie forme: dalla difficoltà nella produzione dell’erezione alla sua completa mancanza o alla sua perdita prima o durante il rapporto intimo.

È un disturbo molto comune tra gli uomini, come dimostrano i dati di ricerca rilevati dall’Associazione Andrologi Italiani: sono circa 3 milioni le vittime della disfunzione erettile, spalmate nelle diverse fasce anagrafiche, dai più giovani (18-34 anni: 5%), ai più maturi (34-69 anni: 47%) e ai più anziani (over 70 anni: 48%).

Ritornando all’argomento fulcro di questo approfondimento, ossia i rimedi per i problemi d’erezione, esiste una classe di farmaci particolarmente affermata e diffusa per l’erezione: gli inibitori della fosfodiesterasi PDE5, come il Sildenafil (Viagra), il Vardenafil (Levitra), il Tadalafil (Cialis) e l’Avanafil (Spedra).

Tuttavia, al di là della loro risonanza, è necessario sfatare alcuni miti e conoscere pure gli eventuali effetti collaterali a cui la loro somministrazione può dare origine:

  • Questi farmaci non garantiscono automaticamente l’erezione del pene.
  • La loro funzione è di bloccaggio e inibizione momentanea dell’azione dell’enzima fosfodiesterasi PDE5, la cui presenza fa degradare rapidamente la guanosina monofosfato ciclico (cGMP) che, pertanto, impedirebbe il corretto rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi del pene.
  • L’assunzione di questi medicinali è disfunzionale in caso di patologie cardiache, ictus, ipotensione, ipertensione, assunzione di farmaci anticoagulanti, angina, diabete incontrollato.
  • La somministrazione parallela di altri farmaci per problemi patologici, di alcool o di stupefacenti, può generare una cattiva coabitazione nell’organismo umano.
  • La loro azione non è immediata, ma parte dopo mezz’ora/un’ora dall’assunzione: ciò comporta, dunque, la programmazione dei rapporti sessuali, che limita la bellezza e il piacere della spontaneità.
  • Non costituiscono una cura definitiva per la disfunzione erettile perché non eliminano il problema, ma semplicemente lo tamponano attraverso la pillola da somministrare con costanza prima di ogni performance intima.
  • Possono dare luogo a conseguenze inaspettate nel corso del rapporto.
  • Se assunti oltre il dovuto, possono dare vita a una dipendenza psicologica verso il farmaco, andando a compromettere ulteriormente l’autostima e la fiducia in sè dell’uomo che ne fa uso.
  • L’approccio spaventato, impaurito e insicuro all’azione penetrativa non viene sedato da questi farmaci, per cui l’erezione viene meno ugualmente nonostante l’assunzione.

Esistono anche altri approcci di rimedio al problema erettile, come ad esempio:

  • Alprostadil, Apomorfina, Papaverina: sono medicinali vasoattivi che incrementano l’afflusso sanguigno; vanno iniettati nel pene precedentemente a ogni incontro sessuale. L’erezione, pertanto, non è naturale ma farmacologica, e viene conseguita tra i 5 e i 20 minuti successivi all’iniezione per un effetto durativo di circa un’ora. La loro somministrazione non è scevra di effetti negativi, quali infiammazioni o altre conseguenze collaterali.
  • Protesi idraulica peniena: attraverso un’operazione chirurgica viene inserito nell’asta del pene un cilindro, una pompetta meccanica e un serbatoio pieno di liquido. Il meccanismo di funzionamento consiste nell’azione della pompa che spinge il liquido nel cilindro, gonfiandolo, al fine di irrigidire l’organo riproduttore. Si tratta di un intervento particolarmente costoso e non privo di controindicazioni.
  • Protesi semi-rigida peniena: attraverso un’operazione chirurgica viene inserito nell’asta del pene un materiale semi-rigido con la funzione di simulare una semi-erezione in maniera continuata.
  • Terapia ormonale sostitutiva del testosterone: si tratta di iniezioni di testosterone sintetico nei casi di ipogonadismo o di livelli molto bassi di testosterone. La somministrazione deve essere prescritta dal medico specialista.

Accanto alle terapie farmacologiche compaiono anche rimedi di origine naturale alternativi ai medicinali, tra i quali sono in commercio:

  • Integratori per l’erezione: i più comuni sono lo zinco, gli amminoacidi citrullina, arginina e taurina, le vitamine e i precursori dell’ossido nitrico.
  • Rimedi naturali erboristici e piante esotiche afrodisiache: i più famosi sono Ginkgo Biloba, panax ginseng, eleuterococco, Maca, Catuaba, la radice di Suma, Yohimbina,Tribulus Terrestris, Withamnia Somnifera, Damina, Muira Puama, Seronea Repens, Horny Goat Weed, Griffonia, butea superba.
  • Rimedi domestici con fantomatiche caratteristiche afrodisiache o vasodilatatrici per favorire il raggiungimento dell’erezione: i frutti di mare, le ostriche, il cacao, l’aglio, lo zafferano, i chiodi di garofano e l’anguria.

Ma anche per quanto concerne questa categoria di rimedi è opportuno smontare alcune tesi, dicendo che:

  • Sono molto pochi gli studi che dimostrano l’utilità di tali cure naturali per l’erezione, per cui la credibilità è molto limitata.
  • Ricerche rigorosamente medico-scientifiche hanno rilevato che tali rimedi non supportano in alcun modo la risoluzione della disfunzione erettile, a maggior ragione quando la matrice del problema è psicogena.
  • Possono dare luogo a conseguenze collaterali addirittura più imponenti di quelle farmacologiche.
  • Numerosi controlli condotti dai carabinieri del Nas hanno ritrovato la presenza di sostanze farmacologiche non esplicitate nelle etichette e di sostanze nocive per l’organismo umano.

Vediamo ora quelle strategie che, escludendo l’assunzione di farmaci, possono migliorare la circolazione sanguigna utile a garantire il conseguimento dell’erezione. Si tratta di azioni efficaci legate allo stile di vita, fisico e alimentare, della persona, come:

  • Evitare alimenti troppo ricchi di sale e cibi e bevande ricchi di zucchero (provocano ipertensione e disordini vascolari).
  • Evitare alimenti industriali con contenuti di grassi idrogenati, margarina o modificati geneticamente.
  • Fare un consumo dosato di farinacei ricchi di glutine come il pane e la pasta, equilibrandoli con altri cereali, soprattutto integrali.
  • Armonizzarsi nell’assunzione di carboidrati, bilanciandoli con l’assunzione di cibi ricchi di proteine animali e grassi sani.
  • Limitare il consumo di salumi e insaccati, preferendone la carne fresca, il pesce e le uova.
  • Bere una quantità minima di un litro e mezzo d’acqua giornaliero e alimentarsi di frutta e verdura fresca, nonché di semi oleosi come mandorle, noci, olio d’oliva o di germe di grano, ricchi di vitamina C, vitamina E e acidi grassi omega 3 funzionali ad alleviare il livello di trigliceridi nel sangue.
  • Evitare il fumo di sigarette, le sostanze stupefacenti, l’abuso di alcool, la carenza di sonno e la sedentarietà.
  • Praticare attività fisica con costanza.

Eccoci giunti, finalmente, a dare un nome e un’identità specifica al metodo elettivo per risolvere la disfunzione erettile di natura psicologica.

Il percorso in questione è quello di psicoterapia cognitivo comportamentale: già il nome lascia intuire che, a differenza dei farmaci che agiscono solo ed esclusivamente a tamponamento momentaneo dei sintomi, questo trattamento interviene parallelamente sulla psiche e sulle condotte del paziente.

La psiche è infatti il contenitore del fulcro del problema: il pensiero.

Sono i pensieri di natura distorta e disfunzionale a decretare la defaillance: l’approccio emotivo preoccupato e incerto all’appuntamento sessuale inibisce la possibilità di garantire una giusta eccitazione sessuale mentale da cui si avvia quella fisica e, in conclusione, l’erezione.

Le condotte, ovvero le reazioni fisiche, sono pertanto conseguenze dirette dei meccanismi cognitivi messi in atto dall’uomo: la mancanza di erezione è l’esito di stati d’animo rassegnati all’impossibilità di praticare un’azione sessuale appagante per sé e per la partner.

Lo psicoterapeuta, allora, dopo aver ascoltato e analizzato nel dettaglio la storia personale del paziente, lo guiderà nell’apprendimento di strategie e tecniche utili a riconoscere, correggere e prevenire l’errore cognitivo da cui scaturisce il malfunzionamento erettile.

Il risultato finale sarà una ristrutturazione cognitiva grazie alla quale il soggetto, guarito in maniera reale e definitiva, riprenderà in mano la propria vita sessuale e le proprie certezze rispetto ad essa: rivivrà l’incontro intimo con la naturalezza, il piacere e il godimento opportuni.

 

Articolo a cura: Dott. Pierpaolo Casto – Psicologo e Psicoterapeuta – Specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale *** Contatti e Consulenza Specialistica con il Dott. Pierpaolo Casto:
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