Articoli a cura del Dott. Pierpaolo Casto

Perchè si hanno problemi di erezione da giovani e come risolverli

PERCHÉ SI HANNO PROBLEMI DI EREZIONE DA GIOVANI E COME RISOLVERLI

Il problema erettile è un disturbo sessuale che può colpire chiunque, indipendentemente dall’età, anche i ragazzi sui 20 anni o addirittura più giovani.

È soltanto un luogo comune, infatti, credere che sia un fatto cirscoscritto esclusivamente ai più anziani o comuqnue a gente più adulta: è emblematico, in tal senso, il riscontro percentuale dell’indagine condotta dall’Associazione Andrologi Italiani che rileva il problema in circa 3 milioni di uomini in Italia, di cui il 5% appartenenti a fasce anagrafiche più giovani.

Nulla, però, è irrimediabile, anche perché, soprattutto nei più giovani, la causa del disturbo è di natura psicologica, ma scopriremo più avanti la soluzione più adatta per porre rimedio in maniera completa, reale e definitiva.

In commercio esistono numerose tecniche risolutive spacciate per miracolose: dai farmaci per la disfunzione erettile alle pillole naturali e ad altri tipi di prodotti che, tuttavia, sono tutt’altro che efficaci per la cura del problema.

Ma perché si hanno problemi di erezione anche nei giovani?

Bisogna anzitutto comprendere il funzionamento fisiologico del processo che culmina nell’erezione maschile: è un fenomeno naturale che prende avvio nella zona cerebrale con l’eccitazione sessuale indotta da stimoli erotici esterni, da cui la mente comincia a produrre e a rilasciare i segnali bio-elettrici e neuronali che, passando dalla colonna vertebrale, discendono verso l’area dei genitali. Parallelamente diviene più consistente anche il flusso sanguigno che, assieme ai segnali, raggiunge il pene, rigonfia i corpi cavernosi al suo interno e consente di far assumere all’organo la sua posizione rigida ed eretta.

È immediato scorgere l’indispensabilità di una predisposizione psicologica adeguata a cogliere e ad accogliere l’eccitabilità: soltanto una mente funzionale alla sessualità può conseguire una produzione corretta dell’erezione.

L’aspetto mentale è fondamentale anche nel corso del rapporto, dal momento che l’azione penetrativa e di mantenimento della condizione erettile è garantita a patto che la psiche del soggetto conservi pensieri funzionali e sereni sul momento intimo che sta vivendo.

Pertanto, meccanismi cognitivi scorretti non fanno altro che inibire tanto la produzione quanto il mantenimento dell’erezione maschile.

Nei giovani, in particolare, è proprio questa la causa principale del problema erettile: è infatti molto raro che un ragazzo possa presentare disturbi fisici o organici con ripercussioni sulla sua sessualità.

È tutta una questione di essere mentalmente predisposto, sicuro ed eccitato con la propria partner: desiderare l’appuntamento sessuale non basta ad assicurare in sé l’erezione del pene.

L’insicurezza, la tensione o la preoccupazione sono stati mentali che compromettono la relazione sessuale di coppia.

Ma per appurare che il problema sia realmente di natura esclusivamente psicologica e che, dunque, il soggetto interessato non soffra di alcun tipo di patologia fisica, basta verificare su se stesso come viva l’esperienza della masturbazione e la presenza di erezioni spontanee.

Noterà che effettuando in solitaria della pratiche di autoerotismo, riuscirà a conseguire non solo un’ottima erezione, ma anche un’orgasmo appagante: tutto ciò perché si sente al sicuro, lontano da occhi indiscreti, sereno mentalmente e per nulla “sotto esame”.

Se durante la fase REM del sonno o al risveglio mattutino assiste ad erezioni involontarie, è un segno tangibile dell’assoluta sanità dell’organo.

Qualora queste prove non lo convincessero al 100%, potrebbe sottoporsi ad esami medici presso gli specialisti urologi o andrologi.

La diagnosi definitiva resterebbe, quasi sicuramente, sempre la stessa: è ansia da prestazione sessuale.

Per quanto concerne la soluzione a questo problema, è necessario smontare dei miti che accompagnano la fama di alcune pillole spacciate in commercio con improbabili effetti miracolosi.

Esistono dei farmaci adatti a tamponare la disfunzione erettile, utili soprattutto per i pazienti più anziani nei quali l’enzima fosfodiesterasi di tipo 5 agisce degradando l’ossido nitrico necessario a rilassare la muscolatura liscia, inibendo così l’erezione: si tratta dei famosi nomi di etichetta quali Viagra, Cialis, Levitra e Spedra, che intervengono per bloccare l’azione dell’enzima suddetto.

Il farmaco va somministrato prima di ogni rapporto sessuale e il suo effetto perdura per qualche ora, tuttavia è inutile in casi di problemi erettili psicogeni perché non garantirebbe affatto l’erezione.

Ci sono stili di vita e alimentari che, messi in pratica sin da giovani, possono limitare considerevolmente le possibilità di essere vittime, in futuro, di disturbi erettili di matrice fisica.

Comportamenti utili sono:

  • Consumare dolci, alimenti ricchi di zucchero e di sale in quantità misurata, senza eccedere;
  • Evitare gli snacks, i prodotti industriali e i grassi idrogenati;
  • Preferire uova, pesce e carni fresche agli alimenti ricchi di conservanti, insaccati e salumi;
  • Limitare il consumo eccessivo di carboidrati (pasta, pane, focacce, pizza) equilibrandoli con i cereali integrali, le proteine e i grassi nel giusto apporto;
  • Nutrirsi quotidianamente di frutta, verdura e frutti oleosi (noci, mandorle, nocciole);
  • Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno;
  • Evitare alcool e stupefacenti;
  • Smettere di fumare o almeno ridurre la quantità di sigarette giornaliera;
  • Praticare costante attività fisica ed evitare la sedentarietà.

È giunto ora il momento di svelare la tecnica elettiva in virtù della quale è possibile rimuovere in modo serio, completo e definitivo perché, lo ribadiamo, nei giovani il problema connesso all’erezione è di natura psicologica.

Il supporto ideale in tal senso è rappresentato dal percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale che, come lascia ben intuire dalla sua denominazione, consente attraverso le tappe di incontro con lo specialista di agire sulla psiche e, di conseguenza, sui comportamenti.

Esiste infatti una connessione diretta e indissolubile tra pensieri e condotte: i meccanismi cognitivi sono il fulcro di tutto, da cui dipende ogni reazione fisica.

In altre parole, se la predisposizione psicologica del paziente è caratterizzata da tensione, paura e preoccupazione relativamente all’incontro sessuale, di riflesso l’eccitabilità, che è imprescindibile nell’avvio del processo fisiologico dell’erezione, è compromessa e inibita, per cui i segnali neuronali e l’impulso sanguigno saranno di gran lunga limitati e il pene rischia di restare flaccido.

Lo psicoterapeuta allora agirà per individuare, correggere e modificare i pensieri disfunzionali che destabilizzano l’armonia umorale del soggetto, mettendogli a sua disposizione gli strumenti e le tecniche utili e adeguate per prevenire di cadere nella trappola dei cosiddetti “errori cognitivi”.

Apprese queste buone pratiche, il paziente rigenererà in sé l’autostima e la fiducia perdute, ma soprattutto ricomincerà a coltivare pensieri positivi e spontanei sull’appuntamento sessuale che, per questo, saprà essere appagante e soddisfacente pure nella produzione e nel mantenimento dell’erezione.

Articolo a cura del Dott. Pierpaolo Casto

Psicologo e Psicoterapeuta

Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale

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