Rimedi e soluzioni che funzionano (e che non funzionano) per l’ansia da prestazione

RIMEDI E SOLUZIONI CHE FUNZIONANO (E CHE NON FUNZIONANO) PER L’ANSIA DA PRESTAZIONE

L’ansia da prestazione sessuale, in passato etichettata col termine dispregiativo di “impotenza”, può essere ascritta a cause di natura differente: fisiche o psicologiche.

Non è automatico, infatti, ricollegare questo problema sessuale ad un disturbo organico dei genitali, dal momento che esso può essere provocato anche da stati emotivi di incertezza, paura e preoccupazione verso il rapporto intimo o durante lo stesso.

Sono in commercio numerosi rimedi farmacologici, integratori per l’erezione, prodotti naturali legati al disturbo, tuttavia occorre informarsi e comprendere quali siano i metodi risolutivi effettivamente efficaci e adeguati alla condizione ansiogena: una terapia sbagliata non può far altro che accentuare e peggiorare il problema erettivo in cui sfocia l’ansia da prestazione.

Questo tipo di problema è più precisamente detto “disfunzione erettile” e può insorgere in contingenze diverse, come:

  • Mancanza completa dell’erezione nel corso dell’incontro sessuale.
  • Difficoltà a conservare la condizione erettile durante l’atto penetrativo.
  • Caduta dell’erezione mentre si consuma il rapporto o precedentemente ad esso (infilando il preservativo, ad esempio).

Quando invece si assiste a un raggiungimento dell’orgasmo in maniera repentina e indesiderata si ha a che fare con un caso di eiaculazione precoce.

Quello della disfunzione erettile è un problema che attanaglia uomini di ogni età: lo dimostrano le indagini poste in atto dall’Associazione Andrologi Italiani, da cui emerge che nel nostro paese siano 3 milioni le vittime di questo disturbo sessuale.

Non si tratta, pertanto, di una patologia circoscritta alla vecchiaia, infatti i dati statistici recitano che:

  • Il 48% dei casi si verifica dopo i 70 anni.
  • Il restante 52% avviene, dunque, prima di quella soglia anagrafica, di cui il 5% interessa i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni.

Come dimostra la sua etichettatura scientifica, è un problema che deriva da una disfunzione del meccanismo erettile, ma cos’è e come funziona l’erezione?

L’erezione è un processo umano tutt’altro che automatico, scontato e meccanico.

Si avvia a livello cerebrale, con il raggiungimento dell’eccitazione psicologica indotta da stimolazioni sensoriali erotiche. Questa condizione fa sì che il cervello cominci a rilasciare i segnali neuronali che, viaggiando attraverso la colonna vertebrale, discendono verso la zona dei genitali, innescando azioni e reazioni che vedono coinvolti l’ossido nitrico, la guanosina monofosfato ciclico, il rilassamento della muscolatura liscia nei corpi cavernosi che costituiscono il pene e l’arrivo del giusto quantitativo di sangue per il suo rigonfiamento ed irrigidimento.

È evidente, allora, come l’erezione del pene sia una conseguenza fisica di una causa psicologica: tutto parte dallo stato eccitato della mente che, se mantenuto nel corso del rapporto sessuale concreto, renderà la performance appagante anche in durata.

All’inizio dell’articolo accennavamo al fatto che i motivi dell’ansia da prestazione sessuale possano essere legati o a problemi fisico-organici o a cause psicologico-emotive.

Tra i primi possiamo annoverare dei disturbi che, seppur distanti dall’area dei genitali, hanno ripercussioni dirette su di essa, rendendo difficoltoso il flusso regolare di sangue verso l’organo riproduttore. Problemi come:

  • Disfunzione erettile vasculogenica: diabete, malattia di La Peyronie, ipertensione, ipotensione, insufficienza cardiaca.
  • Disordini neurologici: morbo di Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla, cancro, chemioterapia, uso di psicofarmaci ansiolitici e antidepressivi, abuso di alcool o di sostanze stupefacenti.
  • Disfunzionalità dei nervi: prostatiti, iperplasia prostatica, interventi alla prostata.

Prima di arrivare a conclusioni erronee, cioè a ricollegare la propria difficoltà erettile alla presenza sicura di un problema fisico, è bene rivolgersi a specialisti urologi e andrologi per sottoporsi ad esami medici approfonditi.

Tra i vari test clinici che possono essere prescritti abbiamo:

  • Analisi palpatoria della zona dei genitali operata dal medico.
  • Esami del sangue e dei valori correlati al meccanismo erettile, come i trigliceridi, i livelli del testosterone, l’antigene prostatico specifico.
  • Esami delle urine.
  • Esame batteriologico.
  • Test della tumescenza notturna e dell’erezione mattutina.
  • Ecocolordoppler penieno dinamico.
  • Cavernosometria e arteriografia selettiva dinamica.
  • Esplorazione rettale digitale per verificare la condizione salutare della prostata.

Se l’esito degli approfondimenti appura la sanità organica del paziente, bisogna trasferire il disturbo sulla sfera puramente psicologica.

La disfunzione erettile di matrice psicologica è un problema assolutamente rimediabile in quanto conseguenza di stati emotivi pervasi da insicurezza, paura e preoccupazione, che non consentono alla psiche umana di raggiungere il giusto grado di eccitazione sessuale per avviare il processo fisiologico corretto.

Tra questi meccanismi cognitivi che destabilizzano l’umore dell’uomo nel suo approccio al sesso, vi sono:

  • Il timore di non dare piacere alla donna con la propria performance.
  • Lo stress e la stanchezza.
  • Un basso livello di fiducia in sé e di autostima.
  • La costante paura di non produrre o mantenere correttamente il pene rigido, o di perdere l’erezione prima di avviare il rapporto.

La focalizzazione su questo tipo di pensieri agitati inibisce un’eccitazione mentale adeguata alla situazione, per cui dalla zona cerebrale non verranno rilasciati i segnali neuronali necessari a completare l’apporto sanguigno nel pene che, a propria volta, resterà pressocchè flaccido.

Esistono in commercio dei farmaci venduti come funzionali alla cura della disfunzione erettile: gli inibitori dell’enzima fosfodiesterasi PDE5.

Questi, tuttavia, non hanno affatto ripercussioni positive sul problema, se di natura psicologica, in quanto:

  • Non inducono né assicurano il conseguimento dell’erezione.
  • Il medicinale va somministrato prima di ogni incontro intimo in quanto le cause del disturbo vengono tamponate, ma non rimosse.
  • Possono avere effetti collaterali.
  • Possono produrre interazioni nocive con altri farmaci, alcool e droghe.
  • Non hanno effetto immediato, ma agiscono dopo mezz’ora o un’ora dall’assunzione, motivo per cui implicano un’incresciosa programmazione del rapporto sessuale.
  • Possono generare in chi li assume un rapporto di dipendenza verso le pillole, compromettendo e alimentando il problema.
  • Sono del tutto inutili se l’uomo si approccia alla performance con emozioni di paura e insicurezza.

Vengono spacciati come rimedi per i problemi d’erezione anche altri prodotti, come ad esempio:

  • Integratori per l’erezione: la loro utilità in termini scientifici è molto discutibile.
  • Rimedi naturali per l’erezione: non producono alcun effetto benefico sulla condizione erettile, anzi possono dar luogo a conseguenze collaterali significative in virtù di sostanze tossiche contenute al loro interno e non specificate in etichetta.
  • Pillole per l’erezione senza ricetta medica: possono essere acquistate in rete, ma trattasi di copie illegali dei medicinali ufficiali, tant’è che vengono prodotte senza accurati controlli farmacologici e per questo sconsigliate dagli specialisti per la loro pericolosità.

Tra i rimedi che, senza uso di farmaci, possono contribuire all’efficientamento della circolazione sanguigna per la produzione corretta dell’erezione, vi sono delle abitudini di vita, fisiche e alimentari, che risultano utili, come:

  • Evitare di nutrirsi con alimenti eccessivamente ricchi di sale e con cibi e bevande ricchi di zucchero (provocano ipertensione e disordini vascolari).
  • Evitare alimenti industriali contenenti grassi idrogenati, margarina o modificati geneticamente.
  • Dosarsi nel consumo di farinacei ricchi di glutine come il pane e la pasta, equilibrandoli con altri cereali, soprattutto integrali.
  • Equilibrarsi nell’assunzione di carboidrati, bilanciandoli con l’assunzione di cibi ricchi di proteine animali e grassi sani.
  • Limitare il consumo di salumi e insaccati, preferendone la carne fresca, il pesce e le uova.
  • Bere una quantità minima di un litro e mezzo d’acqua al giorno e alimentarsi di frutta e verdura fresca, nonché di semi oleosi come mandorle, noci, olio d’oliva o di germe di grano, ricchi di vitamina C, vitamina E e acidi grassi omega 3 funzionali ad alleviare il livello di trigliceridi nel sangue.
  • Evitare il fumo di sigarette, le sostanze stupefacenti, l’abuso di alcool, la carenza di sonno e la sedentarietà.
  • Praticare attività fisica con costanza.

Eccoci giunti, ora, a svelare il percorso di cura elettivo per i problemi di ansia da prestazione sessuale e di disfunzione erettile causati dalla psiche stessa del paziente.

Il trattamento in questione è la psicoterapia cognitivo-comportamentale che, nel suo modus operandi, agisce contemporaneamente sull’aspetto psicologico dell’uomo e sulle ripercussioni fisiche delle sue condotte.

Come descritto poc’anzi, infatti, l’erezione è un meccanismo concomitante tra psiche e corpo, pertanto si avvia nel momento in cui si raggiunge l’eccitazione sessuale a livello mentale.

Dalla zona cerebrale discenderanno verso l’area dei genitali i segnali neuronali che garantiscono il rilassamento della muscolatura liscia e l’apporto corretto del flusso sanguigno nei corpi cavernosi del pene, che arriverà a gonfiarsi e ad irrigidirsi.

Compreso il funzionamento del processo erettivo e ascoltata l’esperienza personale del soggetto interessato, con l’ausilio dello specialista verranno analizzati l’insorgenza d’esordio della defaillance e la cadenza temporale con cui essa si è potuta verificare.

In particolare, ci si consapevolizzerà del fatto che in tutte queste circostanze il paziente si sia approcciato all’appuntamento con l’incontro sessuale in preda a stati d’animo pervasi da paura e insicurezza sull’esito del rapporto o sul giudizio della partner.

Il fulcro del problema, dunque, risiede nel pensiero: sono i meccanismi cognitivi messi in campo dall’uomo a provocargli reazioni comportamentali dello stesso segno.

Pensieri negativi producono emozioni negativi e, quindi, comportamenti negativi: l’esito del rapporto sarà fallimentare.

Lo psicoterapeuta, allora, disporrà al paziente tutti gli strumenti e le tecniche utili ad evitare di cadere nuovamente nella trappola mentale di questi “errori cognitivi”, grazie ai quali sarà in grado di correggerli e ristrutturarli in modo corretto e, soprattutto, di ritornare a vivere l’appuntamento sessuale come un momento di massimo godimento e di puro piacere, senza paure né preoccupazioni circa le proprie potenzialità sotto le lenzuola.

Articolo a cura: Dott. Pierpaolo Casto – Psicologo e Psicoterapeuta – Specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale *** Contatti e Consulenza Specialistica con il Dott. Pierpaolo Casto:
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